I problemi di infertilità possono essere causati da fattori di diversa origine, da anomalie dell’anatomia riproduttiva come l’occlusione delle tube di Falloppio nella donna e dei condotti deferenti nell’uomo, morfologia anormale della cavità uterina (malformazioni uterine) ad alterazioni che tendono a insorgere con il passare del tempo, come l’endometriosi o i miomi. Complicazioni di questo tipo spesso posso essere risolte mediante procedimenti chirurgici. Il suo ginecologo potrà consigliarle di sottoporsi a una delle seguenti tecniche prima di procedere alla realizzazione di un trattamento riproduttivo specifico.

  1. Isteroscopia
  2. Laparoscopia
  3. Laparotomia
  4. Biopsia del testicolo
  5. Micro Tese
  1. Isteroscopia
  2. Cos’è l’isteroscopia?
    L’isteroscopia è un procedimento che permette al ginecologo di osservare all’interno dell’utero. È considerata una chirurgia minore, non implica la realizzazione di nessuna incisione cutanea e in generale, la paziente viene dimessa lo stesso giorno dell’intervento.

    Qual è l’obbiettivo dell’isteroscopia?
    Questa metodica si utilizza per diagnosticare e trattare alcuni dei problemi che causano infertilità (aborti spontanei, aderenze uterine, sanguinamento mestruale anormale, cicatrici in cavità dovute ad interventi chirurgici precedenti, polipi dell’utero, miomi, ecc.).

    In che consiste il procedimento?
    L’isteroscopia riceve il suo nome dall’istrumento che si utilizza per visualizzare l’utero ossia l’isteroscopio. Quest’ultimo è un tubo lungo, molto sottile, che integra un sistema video e che una volta introdotto in vagina attraverso del canale cervicale ci permette di visualizzare l’interno dell’utero. La cavità uterina si dilata per effetto di un liquido definito “mezzo di distensione” che una volta iniettato, permette evidenziare con chiarezza la struttura interna, le pareti uterine e la permeabilità delle tube di Falloppio. L’isteroscopia si realizza in sala operatoria, generalmente con anestesia locale o una sedazione in modo che risulti comoda per la paziente.

  3. Laparoscopia
  4. Cos’è la laparoscopia?
    Una laparoscopia diagnostica è un procedimento nel quale il medico analizza gli organi e tessuti all’interno dell’addome mediante un laparoscopio.

    Qual è l’obbiettivo di una laparoscopia?
    La laparoscopia diagnostica è la tecnica di scelta per realizzare un’analisi dall’interno della cavità addominale del profilo esterno dell’utero, delle tube di falloppio, delle ovaie e dell’aria pelvica. In molti casi, le pazienti con infertilità necessitano quest’intervento per una valutazione completa.

    Generalmente, una volta stabilito una diagnosi, la tecnica si realizza dopo aver eseguito lo studio di fertilità, anche se la presenza di dolore, un’infezione trascorsa o un’ecografia anormale possono indicare la necessita di realizzare la laparoscopia diagnostica prima di completare lo studio.

    In che consiste il procedimento?
    La laparoscopia si realizza mediante lo strumento che dà il nome all’intervento, il laparoscopio. È un tubo metallico sottile con una telecamera molto leggera e piccola alla sua estremità, che si connette ad un monitor di alta risoluzione in modo che il chirurgo e i suoi aiutanti possano controllare in qualunque momento il procedimento. Si considera una chirurgia ambulatoriale complessa.

  5. Laparotomia
  6. Cos’è la laparotomía?
    La laparotomia esploratrice, o esplorazione chirurgica dell’addome, si consiglia per diagnosticare condizioni patologiche addominali che non si possono definire utilizzando altri metodi diagnostici.

    Qual è l’obbiettivo della laparotomía?
    Questo procedimento ha come fine ottenere una diagnosi di certezza e correggere anomalie anatomo-funzionali della cavità addominale.

    In che consiste il procedimento?
    Questo procedimento si realizza in anestesia generale. Mediante un’incisione addominale, si analizza la cavità e si esamina tutto il contenuto. Il tipo di incisione o laparotomia da realizzare dipenderà principalmente dall’anatomia della parete addominale e dalle caratteristiche proprie della patologia che indica la chirurgia. Se si evidenzierà qualche alterazione durante l’esplorazione, il chirurgo cercherà di risolvere il problema al momento. Allo stesso modo, si possono prelevare dei frammenti di tessuto per poter realizzare successivamente una biopsia degli stessi.

  7. Biopsia del testicolo
  8. Cos’è la biopsia del testicolo?
    La biopsia del testicolo è un intervento chirurgico ambulatoriale mediante il quale si cerca di porre rimedio ad alterazioni gravi della qualità seminale.

    Qual è l’obbiettivo della biopsia del testicolo?
    Si realizza con il fine di estrarre spermatozoi in uomini con azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato).
    Esistono due tipi di azoospermia dipendendo dall’origine della mancanza di spermatozoi nel seme: la azoospermia secretrice (conosciuta anche come azoospermia non ostruttiva), nella quale i testicoli non sono capaci di produrre spermatozoi; e la azoospermia ostruttiva dove i testicoli sintetizzano spermatozoi però esiste un problema nei condotti deferenti che si incaricano di trasportarli fino all’eiaculato.

    In che consiste il procedimento?
    Si realizza una piccola incisione a livello della pelle scrotale per estrarre frammenti interni di tessuto testicolare che verranno studiati per valutare la presenza di spermatozoi. Mentre il chirurgo estrae questi frammenti, uno biologo specialista in riproduzione li osserva al microscopio per ricercare gli spermatozoi. Quando il biologo considera che la quantità di spermatozoi rilevata è sufficiente, il medico chiude l’incisione. Si realizza con anestesia locale e sedazione. Il paziente viene dimesso dopo poche ore dall’intervento.

    Una volta trovati gli spermatozoi, il trattamento di riproduzione più indicato è la Fecondazione In Vitro con ICSI, tecnica che permette scegliere gli spermatozoi con migliore morfologia per poi iniettarli dentro dell’ovulo/i, facilitando al massimo il processo della fecondazione.

  9. Micro Tese
  10. Cosè la Micro TESE?
    La Micro Tese (Testicular sperm extraction) è una tecnica chirurgica sviluppata per migliorare la rilevazione di spermatozoi in testicoli di uomini con molto bassa o assente produzione spermatica (azoospermia secretrice). Si è evidenziato che in molti uomini diagnosticati di azoospermia no ostruttiva, esistono piccole aree di produzione spermatica all’interno del testicolo.

    Qual è l’obbiettivo di realizzare una Micro TESE?
    La nostra sfida è localizzare aree nelle quali ci siano spermatozoi nel testicolo ed estrarli per poterli utilizzare in un trattamento di Fecondazione In Vitro. Questa tecnica permette che la biopsia si diriga alle migliori zone del testicolo e si aumenti così la probabilità di trovare spermatozoi estirpando la minor quantità possibile di tessuto e causando meno danno rispetto a una biopsia testicolare arbitraria.

    La Micro TESE è attualmente riconosciuta come il miglior metodo per cercare spermatozoi nel caso di azoospermia secretrice.

    In che consiste il procedimento?
    Usando un microscopio chirurgico per esaminare i tubuli deferenti nel momento della biopsia testicolare si selezionano i migliori tubuli. Una volta che il campione è estratto, i tubuli si aprono in una placca di Petri che contiene mezzo di coltura per lo sperma e comincia la ricerca degli spermatozoi, esaminando il campione sotto il microscopio. Possono essere necessari fino a 4-5 ore per cercare spermatozoi dato che è un processo che deve essere realizzato molto meticolosamente.

Aggiornato a maggio 2017