In Inebir abbiamo un laboratorio di ultima generazione, adattato alle normative vigenti e un team altamente qualificato che lavora con le più recenti tecniche seguendo il protocollo di vitrificazione. Con questa tecnologia offriamo ai nostri pazienti la possibilità di crioconservare campioni biologici (ovociti, sperma, embrioni e tessuto ovarico) per diversi scopi.

Uno dei principali vantaggi che offre la vitrificazione è la preservazione della fertilità, che consiste nell’applicazione di procedure mediche, chirurgiche e di laboratorio per preservare la capacità riproduttiva tanto delle donne che degli uomini, che per vari motivi, sociali o di salute, sono a rischio di perdere il loro potenziale riproduttivo.

I cambiamenti sociali ed economici hanno contribuito a che sempre più donne ritardino l’età alla prima gravidanza e del parto, esponendosi in tal modo, al passare degli anni, che di per sé diminuisce la capacità riproduttiva della donna, come ad un maggior rischio di sviluppare malattie che richiedono trattamenti potenzialmente gonadotossici prima di realizzare il loro desiderio riproduttivo.

D’altra parte, mentre la maggior parte dei malati di cancro sono tra la quinta e sesta decade di vita o più, un numero crescente di bambine e giovani adulte sono anch’esse colpite e riescono a superare la malattia sottoponendosi a un trattamento che colpirà seriamente il loro potenziale riproduttivo. Quindi, preservare la capacità riproduttiva diventa una possibilità concreta e da tenere in considerazione per individui sani, a scopo preventivo, ed in coloro che colpiti da un processo patologico sono esposti alla perdita della fertilità.

Negli ultimi anni, le tecnologie associate alla riproduzione assistita hanno sviluppato nuove tecniche di criopreservazione dei gameti, embrioni e tessuto ovarico che hanno aperto la possibilità di strategie di prevenzione innovative inimmaginabili fino a poco tempo fa. Inebir continua a fare ricerca su questa linea per garantire alle nostre pazienti la possibilità di realizzare il sogno di diventare madri.

Attualmente, esistono diverse opzioni per preservare la fertilità:

  1. Criopreservazione degli ovociti:È una tecnica che permette conservare i gameti femminili a fini riproduttivi, per cui devono essere estratti dalle ovaie ed essere criopreservati. Il processo inizia con un trattamento ormonale di stimolazione ovarica che di solito ha una durata media di 8 giorni ed è controllato tramite ecografie e analisi ormonali che forniscono dati esaustivi sul numero e le dimensioni dei follicoli in sviluppo. Gli ovociti vengono estratti mediante il pick-up per via vaginale. Successivamente gli ovociti sono valutati in laboratorio e criopreservati. Quando la paziente desidera utilizzare gli ovociti criopreservati, questi ultimi vengono scongelati e successivamente iniettati con gli spermatozoi attraverso la tecnica ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), si preparerà l’endometrio per l’attecchimento e alla fine si realizzerà il trasferimento embrionario.
    Attualmente sono in fase di sperimentazione differenti protocolli di maturazione “in vitro” che eviterebbero la stimolazione ovarica.
  2. Crioconservazione degli embrioni:La criopreservazione degli embrioni è parte essenziale dei trattamenti di riproduzione assistita giacché permette conservare gli embrioni per un loro uso successivo. Gli embrioni derivanti da un trattamento di Fecondazione In Vitro, si possono criopresevare per diversi motivi: embrioni non trasferiti nel ciclo in corso (in Spagna la legge per esempio non permette trasferire più di 3 embrioni per ridurre i rischi di gravidanze multiple) oppure quando non è consigliabile effettuare il trasferimento degli embrioni per vari motivi (controindicazioni mediche, ecc.), conservando così la totalità degli embrioni ottenuti. Così, la criopreservazione è un’opzione valida per le coppie in cui un membro soffre di una malattia che potrebbe compromettere la sua capacità riproduttiva in futuro. Con questa tecnica, gli embrioni possono essere conservati per anni ed essere utilizzati quando necessario. Il trasferimento avviene generalmente durante un ciclo ovulatorio naturale. Le nuove tecniche di vitrificazione forniscono risultati molto buoni, essendo la percentuale di sopravvissuti al processo di scongelamento compresa tra il 90% ed il 100% degli embrioni vetrificati, dipendendo della selezione e lo stadio embrionario in cui è stata eseguita la vitrificazione.
  3. Criopreservazione di tessuto ovarico:Consiste nella vitrificazione del tessuto ovarico ottenuto di solito attraverso una chirurgia laparoscopica. Si basa nella sopravvivenza ai processi di vitrificazione e desvitrificazione dei follicoli primordiali presenti nella corteccia ovarica. I follicoli primordiali con ovociti immaturi all’interno possono essere crioconservati direttamente senza alcun stimolazione ormonale motivo per il quale questa procedura può essere indicata ed eseguita velocemente. Quando la paziente lo desidera, si realizzerà l’impianto del tessuto ovarico preservato. L’impianto potrà essere eterotopico (a livello sottocutaneo o intramuscolare) oppure ortotopico (a livello della superficie midollare dell’ovaio controlaterale o nella fossetta ovarica). Questa tecnica è specialmente indicata quando non si dispone di tempo necessario per vitrificare ovociti o embrioni.

Aggiornato a maggio 2017